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Auto aziendale concessa in uso al dipendente: determinazione del fringe benefit

Sono state pubblicate le nuove Tabelle nazionali dei costi chilometrici di autovetture e motocicli elaborate dall'ACI. Per il periodo d'imposta 2011, il valore del fringe benefit concesso al dipendente per l'uso privato dell'auto aziendale deve essere determinato sulla base delle nuove tabelle ACI sia ai fini fiscali che previdenziali.

La possibilità riconosciuta a dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi di utilizzare gratuitamente, anche per le proprie esigenze personali, autovetturemotocicli e ciclomotori aziendali costituisce un fringe benefit e, in quanto tale, costituisce una componente della retribuzione che concorre alla determinazione del reddito di lavoro dipendente (o assimilato) ai fini fiscali; per effetto della armonizzazione tra base imponibile fiscale e contributiva il fringe rileva, inoltre, anche ai fini previdenziali e assistenziali, compresi i premi INAIL.
E ` nota la difficoltà di individuare in che misura l’auto aziendale sia impiegata per motivi personali e in che misura per motivi di servizio; il legislatore (art. 51, comma 4, lettera a, del T.U.I.R.) ha previsto, pertanto, che il fringe sia valorizzato in misura forfetaria, assumendo come base di calcolo per la tassazione il 30% del costo chilometrico di esercizio, corrispondente ad una percorrenza media convenzionale del veicolo di 15.000 chilometri, desumibile dalle tabelle nazionali elaborate ogni anno dall’ACI entro il 30 novembre e pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite l’Agenzia delle Entrate, in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre.
Se il datore di lavoro richiede al dipendente un contributo a fronte della possibilità di utilizzare il veicolo in modo promiscuo tali somme devono essere sottratte dal valore del veicolo determinato forfetariamente.
Le Tabelle ACI pubblicate hanno effetto dal periodo d’imposta successivo in modo da rendere noto fin dall’inizio dell’anno l’ammontare da assoggettare a tassazione, consentendo al dipendente di valutare il costo fiscale e contributivo che deve sostenere per usufruire del beneficio.
Per l’anno 2011, il reddito di lavoro dipendente derivante dall’utilizzo privato dell’auto aziendale deve essere determinato sulla base delle Tabelle ACI pubblicate dall’Agenzia delle Entrate nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2010, n. 299, consultabili anche sul sito dell’ACI (www.aci.it). Rispetto ai valori indicati per l’anno 2010, per i modelli più recenti, il costo chilometrico, indicato per il 2011 risulta aumentato di circa 2-3 punti percentuali.

Veicoli interessati

Le disposizioni relative alla determinazione del reddito di lavoro dipendente individuano i veicoli aziendali per i quali l’uso privato da parte del dipendente deve essere tassato sulla base del criterio forfetario con riferimento al codice della strada ai quali si aggiungono ciclomotori e motocicli. In particolare sono indicati i veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lett. a), c) e m), del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, vale a dire:

  • le autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente (lett. a);
  • gli autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate o 4,5 tonnellate, se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone e di cose e capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello del conducente (lett. c);
  • gli autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente (lett. m).

Presupposti per la valutazione del fringe benefit da sottoporre a imposizione forfetariamente

Affinché il fringe benefit sia determinato forfetariamente sulla base del valore indicato dalle Tabelle ACI, è necessario che il veicolo aziendale sia assegnato al dipendente oltre che peresigenze in servizio, ad esempio per trasferte o per spostamenti collegati allo svolgimento della attività lavorativa, anche per esigenze personali, ad esempio per recarsi al lavoro o per disporne nei giorni non lavorativi.
Il criterio forfetario di determinazione del fringe, essendo dettato per individuare con facilità la percentuale di valore dell’auto aziendale riferibile all’uso privato da parte del dipendente, è previsto solo con riferimento al caso in cui il veicolo sia adibito ad entrambi gli usi: privato e aziendale. Non trova, invece, applicazione, non avendo ragione di essere, se l’auto aziendale è assegnata al dipendente per finalità esclusivamente personali.
In questo caso, la disponibilità dell’auto aziendale si configura per il dipendente come erogazione in natura di un qualsiasi bene o servizio per il quale, in assenza di speciali criteri di quantificazione, il valore deve essere quantificato sulla base del valore normale, ai sensi dell’art. 9 del T.U.I.R. In base a tale disposizione deve essere preso a riferimento il prezzo mediamente praticato per i beni o servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione nel tempo e nel luogo in cui i servizi sono acquistati o prestati o in quello più prossimo. Si ricorda che, a seguito delle modifiche introdotte alla disciplina dei redditi di lavoro dipendente dal D.Lgs. n. 314/1997, per lavalutazione dei compensi in natura non è più applicabile il criterio del costo specifico sostenuto dal datore di lavoro per la relativa acquisizione. Per l’auto aziendale concessa per l’esclusivo uso personale può pertanto, farsi riferimento al valore di mercato del noleggio di quel determinato tipo o modello di veicolo e non può essere individuato il valore sulla base del chilometrico indicato dalle Tabelle ACI.
Se il veicolo aziendale è utilizzato esclusivamente per ragioni di servizio non si realizza, invece, alcun fringe benefit tassabile in capo al dipendente in quanto l’utilizzo nell’esclusivo interesse del datore di lavoro non produce per il dipendente alcuna utilità o vantaggio personale.
La necessità di rilevare con chiarezza l’ambito di disponibilità in ordine all’uso dell’auto aziendale risulta quindi determinante ai fini della corretta tassazione del reddito di lavoro dipendente e conseguentemente della corretta applicazione delle ritenute da parte del datore di lavoro.
Tale disponibilità deve risultare dal contratto e trovare effettivo riscontro nella situazione di fatto.

Uso dell’auto aziendale: quando applicare le tabelle ACI

Utilizzo

uso promiscuo:
l’autovettura aziendale viene utilizzata dal dipendente (o dal collaboratore) sia per ragioni di lavoro che per ragioni private.

uso aziendale:
l’autovettura aziendale è utilizzata dal dipendente per esigenze esclusive di lavoro.

uso personale:
l’autovettura aziendale è utilizzata totalmente dal dipendente per ragioni private

Determinazionedel valore

Il valore del fringe benefit è pari al 30% (dal 1º gennaio 2007) dell’importo corrispondente alla percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali ACI, al netto dell’ammontare eventualmente addebitato al dipendente.

   

 

Ad esempio...

L’esclusivo utilizzo aziendale implica che l’auto non resti a disposizione del dipendente oltre l’orario di lavoro, mentre la concessione del veicolo per l’uso promiscuo, oltre ad essere prevista contrattualmente, deve risultare comprovata dalla circostanza che il veicolo resti nella disponibilità del lavoratore oltre l’orario di lavoro o nei giorni di riposo e che le mansioni o il ruolo comportino spostamenti collegati allo svolgimento dell’attività lavorativa. In assenza di tale ultima condizione potrebbe, infatti, presumersi che il veicolo sia assegnato al dipendete esclusivamente per l’uso personale.
Condizione per quantificare forfetariamente l’uso privato del veicolo è, quindi, che l’uso promiscuo del mezzo aziendale sia effettuato da parte del dipendente, mentre non hanno alcuna rilevanza le vicende economiche e giuridiche attraverso le quali il datore di lavoro ha acquisito il veicolo aziedale con secco in uso essendo ininfluente che il mezzo sia posseduto dall’azienda in proprietà, noleggio o leasing.

La quantificazione forfetaria trova applicazione anche nel caso in cui il dipendente, in relazione al proprio rapporto di lavoro, ottenga la disponibilità del veicolo da un soggetto diverso dal proprio datore, nel caso ad esempio di dipendente distaccato che riceve il benefit dalla società distaccataria. Concorrono, infatti, alla determinazione del reddito di lavoro dipendente tutti i compensi in denaro o in natura percepiti in relazione al rapporto di lavoro, compresi quindi quelli se erogati da terzi, e pertanto trovano applicazione anche per questi i criteri di determinazione del reddito di lavoro dipendente compresi quelli che stabiliscono la quantificazione forfetaria dei fringe benefits, se sussistono le condizioni di applicabilità.
La modalità di determinazione del fringe benefit in capo al dipendente non ha, invece, rilievo allo stato della normativa attuale, ai fini della determinazione del reddito d’impresa non essendo prevista, in linea generale una simmetria tra la determinazione tra le due categorie di reddito di lavoro dipendente e d’impresa. Tuttavia, la diversa disponibilità concessa al dipendente per l’uso dell’auto aziendale determina una differente percentuale di deducibilità dei costi, secondo i criteri dettati per il reddito d’impresa dall’art. 164 del T.U.I.R che per le spese relative ai veicoli dati in uso promiscuo al dipendente, per la maggior parte del periodo d’imposta, consente la deduzione nella misura del 90%.

 

Fonte: Pratica Fiscale e Professionale - Ipsoa Editore

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